licenziamento per giusta causa

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Il licenziamento per giusta causa è un licenziamento disciplinare per ragioni talmente gravi da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro per neanche un giorno: avviene perciò in tronco e senza preavviso.

Investigazioni aziendali per licenziamento giusta causa

L’ordinamento giuridico italiano prevede che il datore di lavoro possa licenziare per giusta causa il dipendente nel caso in cui quest’ultimo abbia tenuto un comportamento tale da compromettere irrimediabilmente il rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro.
Ovviamente il lavoratore deve aver tenuto un comportamento talmente grave da non consentire il proseguo del rapporto di lavoro nemmeno a titolo provvisorio.

Le circostanze che configurano il licenziamento per giusta causa sono:

1. Infedeltà aziendale

2. Assenteismo

3. Doppo lavoro

4. Falsa malattia o falso infortunio

5. Furto aziendale

6. Fruizione scorretta dei permessi ex legge 104

7. Comportamenti violenti sul luogo di lavoro

8. False timbrature

9. Procedimenti penali a causa di una condotta extra lavorativa scorretta

Qualunque sia la motivazione che giustifica il licenziamento spetta al datore di lavoro l’onere della prova. Per questo motivo per un’azienda o un imprenditore è fondamentale affidarsi ad un investigatore privato per individuare le prove necessarie per dimostrare l’attività scorretta del dipendete in sede di giudizio.

licenziamento per giusta causa per falsa malattia o falso infortunio

licenziamento per fruizione scorretta dei permessi 104

licenziamento per falsa timbratura

licenziamento per doppio lavoro

 

Grazie alle nostre indagini investigative abbiamo aiutato le imprese italiane a tutelarsi dai comportamenti scorretti dei dipendenti.

  • Licenziamento disciplinare: è quello giustificato da un comportamento del dipendente che viola il contratto di lavoro. A seconda della gravità della violazione si distingue tra licenziamento per giusta causa (in tal caso, il licenziamento avviene in tronco, senza preavviso) e licenziamento per giustificato motivo soggettivo (in tal caso è sempre dovuto il preavviso, calcolato secondo la durata fissata dai contratti collettivi nazionali: in tale periodo il lavoratore continua a prestare la propria attività e matura il diritto al compenso. Tuttavia, l’azienda può rinunciare al preavviso e mandare via subito il lavoratore, ma dovrà versargli l’indennità di preavviso);
  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: è quello che trae origine da cause legate all’azienda come ad esempio la crisi, la cessione del ramo d’azienda, l’esternalizzazione delle mansioni, una migliore distribuzione delle risorse aziendali in modo da tagliare gli sprechi, l’avvento di una macchina che sostituisce il lavoro dell’uomo. In tutti questi casi, però, prima del licenziamento è necessario procedere al cosiddetto ripescaggio in pratica il datore deve verificare che il dipendente da licenziare non sia collocabile ad altre mansioni utili all’azienda, sempre che queste non siano già affidate ad altri lavoratori.
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